Codice Etico
In un momento in cui non mancano esempi diseducativi dello sport, una delle finalità più importanti di Haba Waba è l’insegnamento ai bambini dei veri valori educativi dello sport.
In Haba Waba sono fondamentali solo i numeri delle calottine dei piccoli pallanuotisti che, pur non avendo le platee con i grandi numeri degli altri sport, saranno gli uomini del domani ai quali vanno trasmessi i principi etici quali :
- lealtà nell’amichevole sfida;
- rispetto dell’avversario che in HabaWaba deve essere solo un amico col quale è possibile giocare;
- non violenza e rispetto delle regole;
- uguaglianza morale tra chi ha vinto e chi ha partecipato con onore poiché in HabaWaba vengono premiati tutti;
- ripudio verso ogni forma di razzismo attraverso l’integrazione tra diverse etnie e culture.
Questi valori sono raccolti in un codice etico tradotto in 15 lingue, stampato in migliaia di copie, che viene distribuito a tutti i partecipanti (atleti, genitori, allenatori, accompagnatori) ed inviato a club e federazioni al fine di educare le nuove generazioni.
Promuovendo questi valori, si sviluppa il senso di solidarietà unitamente al “sentimento nobile” del rispetto per l’acqua e per l’ambiente.
Inoltre, l’incontro con grandi campioni dello sport, testimonial dell’evento, aiuta ad avvicinare i bambini all’attività sportiva insegnando loro l’importanza del sacrificio per ottenere i risultati.
Il Codice etico è produzione originale della Waterpolo Development con la collaborazione dei docenti di “Etica dello sport” dell’Università di Teramo, del Prof. Umberto Marini, della Prof:ssa Anna Di Giandomenico e del Dr. Fabrizio Dario Baldoni.
Codice Etico – Passaporto del Campione
Lo sport è un gioco che serve ad educare ai valori della vita e far crescere in armonia il corpo e la mente.
Il festival “Haba Waba” promuove i più veri e profondi valori dello sport: lealtà, non violenza, amichevole sfida e ripudio verso ogni forma di razzismo.
RICORDA DUNQUE CHE:
(per i ragazzi)
La prima vittoria l’hai già ottenuta partecipando a questa manifestazione, e con te hanno vinto gli amici di tutto il mondo che sono qui con te.
1. Se anche dovessi perdere, hai vissuto un’esperienza che può esserti utile in futuro per diventare un uomo leale, onesto e responsabile.
2. Le gare sono occasioni per imparare da chi ti ha sconfitto.
3. Il compagno di squadra nuota e vive le stesse tue esperienze ed affronta le stesse difficoltà da risolvere. Se hai qualcosa da suggerirgli, fallo con molta modestia. Quindi massima collaborazione ed aiuto per poi poterne ricevere.
4. Il capitano è un amico che sta facendo un servizio nel tuo interesse: rispettalo e collabora con lui.
5. L’allenatore è un genitore specializzato in Pallanuoto. Non è mamma, non è papà, ma nella Pallanuoto è come se lo fosse.
6. Tutti possono dare un contributo alla squadra: non protestare se devi lasciare il posto a qualcun altro e non essere geloso delle tue cose ma prestale se un amico ne ha bisogno.
7. Non mancare di rispetto agli altri partecipanti alle gare: sono persone come te.
8. Accetta le decisioni degli arbitri, anche se ti sembrano sbagliate: può darsi che a sbagliare sia tu.
9. L’arbitro di solito è necessario. Se volete provate a giocare senza di lui. Se tutto fila liscio, può anche andare così. Altrimenti è necessario. E soprattutto va considerato come parte del gioco, come il pallone e le porte. Non è un avversario. Come accettate che l’acqua vi bagni sia fredda che calda, che il pallone sia nuovo o vecchio e liscio, così deve essere accettata ogni decisione dell’arbitro. Quando un tiro di rigore è giusto? Quando l’arbitro lo fischia. L’espulsione temporanea c’era? Sì, se l’arbitro l’ha fischiato.
10. L’avversario, o la squadra avversaria, sono necessari come e più dell’arbitro. Senza di loro non si gioca, non ci si diverte, non si cresce.
11. I genitori possono sbagliare, e se accade comprendili: il loro desiderio è quello di aiutare i loro ragazzi e per farlo sacrificano il loro tempo.
12. Fai conoscere i compagni di squadra ai tuoi genitori: è con loro che stai vivendo questa bellissima esperienza.
13. Saluta e ringrazia sempre il pubblico: senza gli spettatori la gara è senza vita.
14. Un bel passaggio equivale ad un goal: non essere egoista.
15. Il portiere ha le maggiori responsabilità. Se commette un errore, non rimproverarlo ma incoraggialo.
16. Rispetta l’ambiente in cui ti alleni e giochi, le strutture, i servizi ed il personale che lavora per te.
(per gli allenatori e i dirigenti)
1. La prima vittoria l’hai già ottenuta partecipando a questa manifestazione, e con te hanno vinto gli amici di tutto il mondo che sono qui con te.
2. Cerca di individuare e valorizzare il contributo speciale che ciascun ragazzo può dare alla squadra.
3. Ricorda che stai gestendo dei ragazzi in una fase di crescita: il loro sviluppo armonioso nella mente e nel corpo dipende anche da te: siine cosciente e responsabile.
4. Aiuta i ragazzi a vivere con impegno questo torneo, senza che diventi però un peso.
5. Aiuta i ragazzi a scoprire il valore degli avversari.
6. Aiuta i genitori ad apprezzare il proprio figlio per quello che è e non per quello che vale.
7. Non contestare le decisioni degli arbitri, anche quando possono sembrare scorrette: i ragazzi ti guardano.
8. Non mancare di rispetto agli altri partecipanti alle gare: pensa se fossi tu al loro posto.
9. Ricorda che le tue parole e le tue azioni sono considerate d’esempio: non pretendere quello che tu, per primo, non riesci a fare e a dare.
10. Saluta e ringrazia sempre il pubblico: senza gli spettatori la gara è senza vita.
(per i genitori)
1. I vostri figli hanno già ottenuto la prima vittoria partecipando a questa manifestazione, e anche voi avete già vinto per lo stesso motivo.
2. Apprezzate sempre i vostri figli per quello che sono e non per quello che valgono: ne hanno bisogno.
3. I vostri figli vogliono senz’altro diventare dei campioni: aiutateli a vivere l’attività sportiva con allegria e senza assilli.
4. Non protestate se vostro figlio è sostituito: tutti possono dare un contributo prezioso per la squadra.
5. Applaudite sempre le squadre in gara: hanno comunque dato il meglio di sé.
6. Non protestate contro le decisioni degli arbitri: non sapete cosa hanno visto.
7. Agite sempre per il bene dei vostri figli, che non è la vittoria ma una crescita sana e armoniosa: se doveste sbagliare, non colpevolizzatevi ma cercate solo di correggere l’errore.
8. Se non potete correggerlo, fatene tesoro: adulti si diventa, mamme e papà pure, e la crescita è un percorso che si fa insieme.
9. Non riversate sui vostri figli i vostri desideri e le vostre aspettative: è la loro vita che devono costruire e non la proiezione della vostra.
10. Non pensate che vostro figlio debba divenire un campione: l’importante è che si diverta che trovi amicizia nei suoi compagni di gioco.
11. Come genitori dovremmo chiederci sempre se quello che noi stiamo facendo e quello che i nostri figli fanno è bene per la loro crescita. Se la risposta è “sì”, siamo tutti d’accordo che questo deve essere anche lo scopo fondamentale del gioco e di tutte le nostre azioni: i piccoli pallanuotisti nuotano e giocano, il gioco li diverte e, senza porsi il problema di quello che stanno facendo, dovrebbero crescere nel rispetto degli altri e di semplici regole morali.



