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Lo sport è un gioco che serve ad educare ai valori della
vita e far crescere in armonia il corpo e la mente.
Il festival “Haba Waba” promuove i più veri e profondi
valori dello sport: lealtà, non violenza, amichevole
sfida e ripudio verso ogni forma di razzismo.
RICORDA DUNQUE CHE:
(per i ragazzi)
La prima vittoria l’hai già ottenuta partecipando a
questa manifestazione, e con te hanno vinto gli amici di
tutto il mondo che sono qui con te.
1. Se anche dovessi perdere, hai vissuto un’esperienza
che può esserti utile in futuro per diventare un uomo
leale, onesto e responsabile.
2. Le gare sono occasioni per imparare da chi ti ha
sconfitto.
3. Il compagno di squadra nuota e vive le stesse tue
esperienze ed affronta le stesse difficoltà da
risolvere. Se hai qualcosa da suggerirgli, fallo con
molta modestia. Quindi massima collaborazione ed aiuto
per poi poterne ricevere.
4. Il capitano è un amico che sta facendo un servizio
nel tuo interesse: rispettalo e collabora con lui.
5. L’allenatore è un genitore specializzato in
Pallanuoto. Non è mamma, non è papà, ma nella Pallanuoto
è come se lo fosse.
6. Tutti possono dare un contributo alla squadra: non
protestare se devi lasciare il posto a qualcun altro e
non essere geloso delle tue cose ma prestale se un amico
ne ha bisogno.
7. Non mancare di rispetto agli altri partecipanti alle
gare: sono persone come te.
8. Accetta le decisioni degli arbitri, anche se ti
sembrano sbagliate: può darsi che a sbagliare sia tu.
9. L’arbitro di solito è necessario. Se volete provate a
giocare senza di lui. Se tutto fila liscio, può anche
andare così. Altrimenti è necessario. E soprattutto va
considerato come parte del gioco, come il pallone e le
porte. Non è un avversario. Come accettate che l’acqua
vi bagni sia fredda che calda, che il pallone sia nuovo
o vecchio e liscio, così deve essere accettata ogni
decisione dell’arbitro. Quando un tiro di rigore è
giusto? Quando l’arbitro lo fischia. L’espulsione
temporanea c’era? Sì, se l’arbitro l’ha fischiato.
10. L’avversario, o la squadra avversaria, sono
necessari come e più dell’arbitro. Senza di loro non si
gioca, non ci si diverte, non si cresce.
11. I genitori possono sbagliare, e se accade
comprendili: il loro desiderio è quello di aiutare i
loro ragazzi e per farlo sacrificano il loro tempo.
12. Fai conoscere i compagni di squadra ai tuoi
genitori: è con loro che stai vivendo questa bellissima
esperienza.
13. Saluta e ringrazia sempre il pubblico: senza gli
spettatori la gara è senza vita.
14. Un bel passaggio equivale ad un goal: non essere
egoista.
15. Il portiere ha le maggiori responsabilità. Se
commette un errore, non rimproverarlo ma incoraggialo.
16. Rispetta l’ambiente in cui ti alleni e giochi, le
strutture, i servizi ed il personale che lavora per te.
(per gli allenatori e i
dirigenti)
1. La prima vittoria l’hai già ottenuta partecipando
a questa manifestazione, e con te hanno vinto gli amici
di tutto il mondo che sono qui con te.
2. Cerca di individuare e valorizzare il contributo
speciale che ciascun ragazzo può dare alla squadra.
3. Ricorda che stai gestendo dei ragazzi in una fase di
crescita: il loro sviluppo armonioso nella mente e nel
corpo dipende anche da te: siine cosciente e
responsabile.
4. Aiuta i ragazzi a vivere con impegno questo torneo,
senza che diventi però un peso.
5. Aiuta i ragazzi a scoprire il valore degli avversari.
6. Aiuta i genitori ad apprezzare il proprio figlio per
quello che è e non per quello che vale.
7. Non contestare le decisioni degli arbitri, anche
quando possono sembrare scorrette: i ragazzi ti
guardano.
8. Non mancare di rispetto agli altri partecipanti alle
gare: pensa se fossi tu al loro posto.
9. Ricorda che le tue parole e le tue azioni sono
considerate d’esempio: non pretendere quello che tu, per
primo, non riesci a fare e a dare.
10. Saluta e ringrazia sempre il pubblico: senza gli
spettatori la gara è senza vita.
(per i genitori)
1. I vostri figli hanno già ottenuto la prima
vittoria partecipando a questa manifestazione, e anche
voi avete già vinto per lo stesso motivo.
2. Apprezzate sempre i vostri figli per quello che sono
e non per quello che valgono: ne hanno bisogno.
3. I vostri figli vogliono senz’altro diventare dei
campioni: aiutateli a vivere l’attività sportiva con
allegria e senza assilli.
4. Non protestate se vostro figlio è sostituito: tutti
possono dare un contributo prezioso per la squadra.
5. Applaudite sempre le squadre in gara: hanno comunque
dato il meglio di sé.
6. Non protestate contro le decisioni degli arbitri: non
sapete cosa hanno visto.
7. Agite sempre per il bene dei vostri figli, che non è
la vittoria ma una crescita sana e armoniosa: se doveste
sbagliare, non colpevolizzatevi ma cercate solo di
correggere l’errore.
8. Se non potete correggerlo, fatene tesoro: adulti si
diventa, mamme e papà pure, e la crescita è un percorso
che si fa insieme.
9. Non riversate sui vostri figli i vostri desideri e le
vostre aspettative: è la loro vita che devono costruire
e non la proiezione della vostra.
10. Non pensate che vostro figlio debba divenire un
campione: l’importante è che si diverta che trovi
amicizia nei suoi compagni di gioco.
11. Come genitori dovremmo chiederci sempre se quello
che noi stiamo facendo e quello che i nostri figli fanno
è bene per la loro crescita. Se la risposta è “sì”,
siamo tutti d’accordo che questo deve essere anche lo
scopo fondamentale del gioco e di tutte le nostre
azioni: i piccoli pallanuotisti nuotano e giocano, il
gioco li diverte e, senza porsi il problema di quello
che stanno facendo, dovrebbero crescere nel rispetto
degli altri e di semplici regole morali. |
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