Tornei Fin-HaBaWaBa

A 9 anni dalla nascita l’HaBaWaBa sta ormai recitando un ruolo importante nell’opera di sviluppo della pallanuoto che l’associazione Waterpolo Development si fa pregio di ricercare assiduamente.

La continua crescita nel numero di partecipanti e di nazioni coinvolte ha generato un nuovo movimento di base, composto da un numeroso nucleo di bambini che già a 7-8 anni possono collezionare le prime esperienze pallanuotistiche, un fatto impensabile solo 10 anni fa.

Un movimento cui dare ascolto soprattutto in ambito locale, proprio per agevolare ulteriormente l’espansione del nostro bellissimo sport.
Per questo motivo nel 2011 WPD e FIN si sono seduti attorno ad un tavolo e hanno iniziato a studiare come favorire l’azione rinnovatrice di questo fenomeno.

Nella stagione 2013/14 l’idea ha preso forma in diverse regioni d’Italia, dando vita a numerosi tornei in cui i bambini under 9 e under 11 delle società locali si sono scatenati a praticare un gioco sempre più prossimo a quello previsto dal regolamento ufficiale HaBaWaBa e che ha visto la propria consacrazione nei tornei interregionali “tutti in piscina“, giocati a Cremona e Civitavecchia, e del trofeo “Campioni domani”, divenuto ormai appuntamento fisso per il Circolo Rai di Roma.

La stagione 2014/15 rispetta il trend del fenomeno HaBaWaBa: numeri e regioni partecipanti in crescita, una maggiore opera di coordinamento tra gli organi ufficiali e i movimenti regionali, e la scelta di sposare al 100% il regolamento ufficiale HaBaWaBa.

La stagione 2015/16 vede il movimento prendere una forma sempre più stabile: aumentano gli appuntamenti e il coordinamento con i comitati regionali si fa sempre più stretto. Una collaborazione in crescita, quella tra WPD e FIN; dal Piemonte alla Sicilia, passando attraverso Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, l’acronimo pallanuotistico più diffuso in Italia e all’estero amplifica il proprio raggio d’azione all’insegna dello sviluppo di questo splendido sport sul territorio.
Un movimento in crescita, dunque, che ha ormai soppiantato il vetusto termine “aquagoal”, nel nome di una partecipazione divenuta ormai necessaria
per motivi tecnici e di un modo nuovo di interpretare la pallanuoto,
con crescente attenzione alle esigenze quotidiane delle gestioni di impianti.